.
Annunci online

SaluteNaturale ...verso una salute globale
Ricerche di Vita

-- PROSSIME ATTIVITA' --

-> 8 passi per la salute
dal 9 ottobre ogni martedì
- a Udine (ore 16.30)
- a Monfalcone (Go) (ore 20.30)
Altre info


-> La scienza dell'alimentazione
dal 10 ottobre ogni mercoledì
- a Udine (ore 15.00)
Altre info


-> Cene con l'autore
Ispirate ai principi del libro "Verso una salute globale", queste cene conviviali ti invitano a provare dal vivo il piacere e la naturalezza di un pasto sano e naturale.
Noi autori siamo presenti e partecipiamo alle cene: prima ti illustriamo e spieghiamo il menu (biologico e concordato col ristoratore) e poi rimaniamo a pasteggiare con te e con gli altri commensali, rimanendo a disposizione durante il pasto per ogni chiarimento.
- In tutta Italia
Altre info


Se vuoi avere altre informazioni su queste ed altre attività di Ricerche di Vita, clicca qui oppure iscriviti alla nostra newsletter.


-- IL PROGETTO --

Ricerche di Vita è un affascinante percorso dedicato alla crescita e al miglioramento personale, che riprende e potenzia il lavoro di ricercatori e tradizioni di ogni parte del mondo.

Ricerche di Vita offre progetti e proposte per la qualità della vita, frutto di ricerche intensive nel campo della psicologia, della meditazione, dell'educazione, della salute, delle scienze classiche e moderne.

Promotori e ideatori del Progetto sono i coniugi Giacomo e Nadia Damilano Bo.

Il Progetto si articola in seminari, corsi, incontri, libri, pubblicazioni ed ogni altra iniziativa per la divulgazione delle ricerche e del benessere conseguiti.


Sui temi della salute naturale, abbiamo pubblicato il libro "Verso una salute globale" (Re Nudo edizioni 2006, 297 pag., 16 euro)



Se vuoi questo libro puoi richiederlo direttamente a Giacomo e Nadia: ricerchedivita@hotmail.com


Se vuoi conoscere le altre iniziative promosse da Ricerche di Vita, clicca qui oppure iscriviti alla nostra newsletter.




BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
I nostri siti
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 28769 volte

24 novembre 2007
consumi
PREZZO, QUALITÀ E SALUTE
-- DOLCE NATALE --
Ispirato ai principi del libro " Verso una salute globale ", Dolce Natale è un corso pratico e teorico di cucina naturale, riservato a 12 partecipanti. Per stupire i vostri ospiti con piatti deliziosi ma salutari! Pasta fresca, pane e focacce, salse, dolci come torte, biscotti, budini e creme, tutto preparato con le vostre mani!

- 8 e 9 dicembre a Faedis (Udine)
Sabato 8 dicembre: primi e secondi piatti
Domenica 9 dicembre: dolci e dessert

- info e prenotazioni:
ricerchedivita@hotmail.com



PREZZO, QUALITÀ E SALUTE


Gli slogan pubblicitari delle aziende produttrici o dei negozi si riferiscono spesso ai propri prodotti promuovendo l’idea che sia possibile avere un bene di qualità ad un prezzo contenuto; è facile ad esempio trovare nei supermercati messaggi promozionali del tipo: “Leader della qualità e del prezzo”.

In parole semplici, questi messaggi vogliono dirci che è possibile ottenere una condizione ottimale dove la qualità del prodotto è ottenibile con costi bassi.

Osserviamo il seguente schema:




La prima considerazione che emerge chiaramente osservando la parte sinistra del grafico è che man mano che diminuisce il prezzo di un prodotto, la qualità si abbassa, ossia, detto in altre parole, non è possibile ottenere un prodotto di qualità riducendo i costi; semmai, è vero il contrario: per avere la qualità, occorre pagarla.

Esistono alcune eccezioni, ma sono marginali. I processi produttivi migliorano con l’esperienza, per cui in effetti nel tempo è possibile avere una riduzione dei costi, legata soprattutto ad un aumento della quantità venduta. Per fare solo un esempio, una parabola satellitaria costava diverse migliaia di euro circa 15 anni fa, quando oggi è possibile acquistarla con poche centinaia di euro.

Allo stesso modo, a volte il prezzo pagato comprende costi elevati non legati alla produzione, come quelli pubblicitari, per cui è possibile trovare un prodotto analogo migliore a costi più bassi attraverso un’industria che non investe in pubblicità; ne sono un esempio le cosiddette “sottomarche”.

Comunque, nella maggior parte dei casi, un prodotto di qualità prevede costi ed investimenti elevati. In campo alimentare ad esempio, l’utilizzo di ingredienti di qualità incide notevolmente sul prezzo del prodotto finito.

Una seconda considerazione (parte destra del grafico) riguarda la relazione tra quantità e qualità. Dallo schema precedente si osserva come all’aumentare della quantità prodotta, diminuisca la qualità. Questa relazione è dovuta al fatto che più si produce, meno è possibile seguire con attenzione ogni singolo pezzo.

In termini pratici ciò si traduce nella considerazione che le grandi industrie difficilmente possono ottenere prodotti di elevata qualità. Ancora una volta gli slogan pubblicitari possono trarre in inganno con messaggi del tipo: “Fatto come una volta…”, “buono come solo la natura sa produrre…”, quando in realtà questi beni vengono prodotti in grandi stabilimenti che di naturale non hanno quasi nulla.

Veniamo ora all’aspetto che ci è più caro: la salute.

Non ci sono dubbi che essa sia legata indissolubilmente all’aspetto qualitativo. Potremmo quasi dire che salute e qualità sono sinonimi.

Perché? Perché nella maggior parte dei casi un prodotto salutare richiede componenti e processi produttivi di qualità superiore e molto costosi. Ad esempio, un conto è essiccare della frutta in pochi minuti con i gas, un conto e lasciarla al sole per tanti giorni, sotto stretta osservazione… Allo stesso modo, un contenitore in plastica costa notevolmente meno di uno equivalente in vetro.

Osserviamo il seguente schema:



Risulta evidente che per ottenere un prodotto salutare e di qualità i costi lieviteranno decisamente.

Esistono ovviamente delle eccezioni, nel senso che a volte miglioramenti qualitativi non si traducono in salute: ad esempio, un modello più recente di cellulare con maggiori funzioni e una migliore qualità di ascolto significa l’uso di onde più potenti e quindi più dannose.

Si tratta però di casi isolati, in quanto di solito per rispettare un elevato standard di salute occorre investire notevoli risorse per migliorare ogni aspetto qualitativo del prodotto, dalla sua produzione, all’imballaggio, alla conservazione, il trasporto e così via.

“Dove possiamo trovare dei prodotti di qualità e salutari?” potrebbe essere la domanda che da un senso estremamente pratico alle nostre considerazioni.

Di certo possiamo dire che difficilmente nei discount e nei supermercati troveremo prodotti di qualità elevata che possano garantire un alto standard di salute. Questi negozi funzionano su margini bassissimi e la loro redditività è data più dalla circolazione del denaro che dalla quantità accumulata. In parole semplici, il supermercato incassa immediatamente il denaro del cliente e paga i propri fornitori dopo diversi mesi. Nel frattempo investe questo denaro e lucra in modi a volte discutibili.

Questa è la ragione per cui troviamo quasi sempre prodotti in offerta e promozioni “3x2”. L’interesse del negozio è vendere il prodotto e far “girare” la merce sugli scaffali. Poco importa se quel prodotto ha un basso valore qualitativo. Per assurdo, molti prodotti qualitativamente validi vengono rifiutati perché sono poco vendibili.

Questo modo di funzionare ovviamente “strozza” non solo i clienti, ma anche le aziende produttrici, i cui margini di guadagno sono così bassi da permettere loro la mera sopravvivenza e la necessità spasmodica di trovare modi per ridurre i costi, piuttosto che investire nella qualità, che comunque non viene pagata dal supermercato.

Detto in parole semplici, quando si paga poco un prodotto, all’azienda produttrice arriva ancora meno e questo le impedisce di fare investimenti per migliorare la qualità del proprio prodotto. Invece, la sua attenzione si concentrerà sulla riduzione dei costi in modo da aumentare i margini di guadagno.

Alla fine di questa spirale discendente avremo prodotti sempre più scadenti.

Prediamo invece in considerazione un’azienda che investe nella qualità del proprio prodotto; essa sosterrà costi maggiori per cui il suo prodotto avrà un prezzo finale più elevato, tanto da impedire la vendita nei supermercati.

Fortunatamente, esistono altri canali, dalla vendita diretta ai negozi specializzati. I margini di guadagno saranno maggiori perché il piccolo negozio o ancora meglio il contatto diretto con il consumatore permettono all’azienda di poter fissare meglio il proprio prezzo.

Questi maggiori margini si tradurranno facilmente in investimenti qualitativi, sostenuti anche dalla richiesta del consumatore attento.

Inoltre, nel caso del negozio specializzato, spesso è il proprietario stesso interessato ai prodotti e a ricercare le soluzioni migliori per i propri clienti esigenti in termini di qualità/salute, per cui sarà ancora più facile trovare prodotti di alta qualità.

Siamo quindi di fronte ad una spirale ascendente, dove il consumatore richiede prodotti di migliore qualità ed è disposto a pagare un prezzo più alto purché questa differenza rispetto al prodotto tradizionale rispecchi l’investimento in termini qualitativi. Ad esempio, il cliente compra l’acqua in bottiglie di vetro piuttosto che di plastica perché conosce la tossicità di quest’ultimo, purché la differenza di prezzo rispecchi la differenza qualitativa.

Proviamo ora a tirare le somme: tutto questo discorso si traduce in una scelta di responsabilità per il consumatore. A seconda di dove andiamo a fare la spesa, nutriamo un sistema piuttosto che l’altro.

Purtroppo, finora la tendenza è stata quella di sostenere soprattutto la grande distribuzione – basti vedere il ritmo con cui nascono nuovi ipermercati sempre più grandi - per il semplice fatto che comodità e bassi costi hanno sempre attratto i consumatori. Fortunatamente, questa situazione sta cambiando perché i sempre più numerosi scandali alimentari, associati ad un pauroso aumento delle malattie legate alla tossicità degli alimenti, stanno spingendo il consumatore a ricercare soluzioni migliori.

Se da un lato la grande distribuzione continua la sua marcia apparentemente inarrestabile, è altresì vero che a volte si osserva il ritorno del piccolo negozio di prodotti naturali, apparentemente di nicchia, ma facilmente disponibile ad una clientela abbastanza ampia.

I miglioramenti dei processi produttivi e una richiesta sempre crescente da parte dei consumatori attenti alla qualità e alla salute, hanno permesso negli anni una discreta riduzione del prezzo d’acquisto per cui il margine rispetto al supermercato non è più così ampio come qualche decennio fa.

Comunque, i prodotti di qualità, acquistati in un negozio o direttamente dal produttore, costeranno sempre di più rispetto alle loro controparti nella grande distribuzione, e questo non è necessariamente un male, perché come abbiamo visto, spesso un prezzo più alto è sinonimo di una qualità maggiore che si traduce in una migliore garanzia di salute.

I prossimi anni saranno decisivi; come già detto, la grande distribuzione tenderà a divenire sempre più grande, inglobando progressivamente i negozi e i supermercati più piccoli. La conseguenza di questo processo sarà un continuo peggioramento della qualità dei prodotti venduti, perché se è vero che ci sarà una riduzione dei prezzi dei beni, dall’altro, come abbiamo già detto, le aziende produttrici avranno sempre meno potere nel definire il reale prezzo del proprio prodotto e i margini saranno sempre più ridotti.

I consumatori attenti stanno reagendo a questa situazione ricercando soluzioni alternative che spesso si sono rivelate vincenti, in termini di qualità/salute e a volte anche di prezzo. Sarà questa tipologia di persone che determinerà o meno la sopravvivenza e lo sviluppo di questo mercato alternativo composto ancora da persone che credono nel proprio lavoro e si impegnano seriamente, hanno cura della clientela e amano il rapporto umano prima del mero profitto.

Come già affermato, ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte d’acquisto. Ogni euro che spendiamo incrementa un sistema al quale finora abbiamo dato poca attenzione ma su cui dovremmo per necessità riflettere attentamente.

Quando ad esempio fate la spesa in un grande ipermercato, vi siete mai chiesti dove vanno a finire i vostri soldi? E quando invece comprate in un piccolo negozio familiare?

Il mondo funziona attraverso la circolazione del denaro, ossia, dove va il denaro lì si crea una nuova realtà, a cui noi partecipiamo con le nostre scelte d’acquisto.

Quando ad esempio compriamo una semplice cioccolata, i nostri soldi possono andare ad una grande multinazionale, ad una corporazione solidale di produttori, al mercato biologico, alla piccola azienda familiare…

La maggior parte delle persone non si rende conto di questo processo; prende i prodotti dagli scaffali e li mette nel carrello.

La nostra direzione è invece quella di divenire più consapevoli di tutti gli aspetti legati all’acquisto di un prodotto, perché ognuno di questi ha delle conseguenze nei confronti nostri e della nostra salute.

7 novembre 2007
Dieci ragioni per mangiare vegetariano
Prima di lasciarti alla lettura di questo interessante articolo, ti ricordiamo il nostro appuntamento:
- A CENA CON L'AUTORE -

Ispirate ai principi del libro "Verso una salute globale", le cene con l'autore sono incontri conviviali per provare dal vivo il piacere e la naturalezza di un pasto sano e naturale.
Noi autori siamo presenti e partecipiamo alle cene: prima ti illustriamo e spieghiamo il menu (biologico e concordato col ristoratore) e poi rimaniamo a pasteggiare con te e con gli altri commensali, rimanendo a disposizione durante il pasto per ogni chiarimento.
- In tutta Italia. Questo mese: 8 e 29 novembre a Udine; 15 novembre a Trieste - info e prenotazioni: ricerchedivita@hotmail.com





Dieci ragioni per mangiare vegetariano

(di Bonnie Liebman)


È messo sempre più in evidenza che le diete più sane sono ricche di piante vegetali (verdure, frutta e fagioli) e meno di prodotti animali (carne, pesce, pollame e latticini), specialmente quelli ad un alto livello di grassi.

“Una dieta ricca in frutta e verdure gioca un ruolo nel ridurre il rischio di maggiori cause delle malattie e di morte,” spiega Walter Willet, Capo del Reparto di Nutrizione al Harvard School for Pubblic Health.

Per molte persone, il vegetarianismo è un mondo strano; fanno riferimento in particolare a coloro che di solito non mangiano carne, pesce o pollame per motivi etnici, religiosi or per ragioni di salute. I vegani evitano anche tutti i prodotti lattici e le uova.

Gli scienziati però sono più interessati a quanto spesso – e non se – la gente mangia prodotti animali. E la maggior parte della loro ricerca punta sulla stessa conclusione: la gente dovrebbe mangiare meno prodotti animali e più alimentazione vegetale, specialmente frutta e verdura. Perchè? Qui sono 10 ragioni – alcune relative alla salute, e alcune no.

1.  1. Cancro

“La base scientifica è molto forte a suggerire che frutta e verdura sono elementi protettivi per tutti i cancri gastrointestinali e tutti i cancri relativi al fumo,” dice Tim Byers, professore di Medicina Preventiva all’Università di Colorado, Centro di Scienze Naturali in Denver. Questo comprende il cancro ai polmoni, al colon, stomaco, bocca, laringe, esofago, e vescica. Recenti studi hanno trovato che lycopene – un carotenoide in pomodori e succo di pomodori – può proteggere contro il cancro alla prostata.

Non è chiaro come la frutta e la verdura possano ridurre il rischio del cancro. Può essere il loro phytochemicals –tipo carotenoidi, vitamina C e E, selenio, indolo, flavanoidi, fenoli e d-limonene.

È anche in evidenza che semi con fibra di alta quantità come il grano di crusca può ridurre il rischio del cancro. “La fibra ha un effetto benefico sulla prevenzione del cancro al colon,” spiega David Jenkins, un esperto in fibra all’Università di Toronto. E la pasta, riso e altri tipi di grani possono rimpiazzare i prodotti animali – la carne rossa in particolare – che può aumentare il rischio di alcuni cancri.

“Uomini che mangiano la carne rossa come pasto principale cinque o più volte alla settimana sono quattro volte di più a rischio di cancro al colon che i uomini che mangiano carne rossa meno di una volta al mese,” spiega Edward Giovannucci della Harvard School of Medicine. Dalla sua ricerca su 50,000 uomini in salute, i grandi mangiatori di carne rossa erano anche due volte più a rischio di sviluppare cancro alla prostata.

“Questo è solo uno studio” dice Lawrence Kushi dell’Università di Minnesota, “è abbastanza evidente che la carne rossa è associata con un alto livello di rischio di cancro al colon – e possibilmente alla prostata”.

Ma anche la carne rossa magra sembra aumentare il rischio di cancro al colon. “Possono essere i cancerogeni creati quando la carne viene cotta o l’alta quantità di ferro, o qualcos’altro nella carne,” indaga Willet.

2.Malattie del Cuore

Una dieta a base di piante con tanta frutta e verdura può ridurre il rischio delle malattie al cuore. Negli ultimi 20 anni, gli esperti del cuore hanno dato risalto nella diminuzione di grassi saturati e del colesterolo, e che le piante possono proteggere il cuore in diversi modi.

* Fibra solubile: Per ridurre il rischio di malattie al cuore, si dovrebbe mangiare più fagioli, piselli, avena, e orzo,” spiega Jenkins, perchè la loro “appiccicosa” fibra solubile sembra aiutare ad abbassare il colesterolo nel sangue

* Acido Folico: “L’evidenza che l’acido folico riduca il rischio delle malattie al cuore è abbastanza forte,” dice Willet. L’Acido Folico, una vitamina B, abbassa il livello del sangue di un amminoacido nocivo chiamato omocisteina. “E la frutta e verdura sono una grande sorgente di acido folico” aggiunge.

* Antiossidanti: un grande corpo di dati suggerisce che il colesterolo LDL (“cattivo”) danneggia le arterie solo quando viene ossidato (combinato con ossigeno.) Ecco perchè i ricercatori credono che gli antiossidanti come la vitamina E possono proteggere il cuore. E la maggior parte dei fitochimici nella frutta e verdura sono antiossidanti.

* Eliminano i grassi saturati: se si mangia molto più cibo vegetale, c’è semplicemente meno posto per i grassi animali saturati per bloccare le arterie.

3. Infarto

“Abbondante evidenza mostra che la frutta e verdura sono benefiche nel ridurre il rischio di infarto,” dice Willet. Per esempio, in uno studio di 20 anni basato su 832 uomini della terza età, il rischio di un infarto era il 22 per cento più basso per ogni tre portate di frutta e verdura che gli uomini mangiavano ogni giorno. Ancora una volta, nessuno è sicuro se sono il potassio, magnesio, fibra o altri componenti della frutta e verdura che evita le arterie a bloccarsi nel cervello.

4. Diverticolosi & Costipazione

Grani con alto contenuto di fibra– specialmente il grano di crusca – può aiutare la prevenzione della costipazione. Questo non è insignificante in un paese come l’America che spende milioni all’anno in lassativi.

Anche la Diverticolite è molto comune. Almeno 30-40% delle persone sopra i 50 anni ne soffrono, anche se la maggior parte non ha sintomi. Altri sperimentano spurgo, costipazione, diarrea, flatulenza, dolore o la diverticolite (quando le tasche – o diverticoli – formate sulle pareti del colon si infiammano).

“Nei nostri studi, è chiaro che la fibra sia della crusca che della frutta e verdura è protettiva.” Dice Willet. I uomini che hanno mangiato meno fibra (13 grammi o meno al giorno) erano doppiamente soggetti alla diverticolite piuttosto che gli uomini che mangiavano fibra in abbondanza (almeno 32 grammi di fibra al giorno).

5. Altre malattie

Diete ricche in piante vegetali possono prevenire altre malattie:

* Degenerazione Macular: un carotenoide chiamato luteina – viene trovato normalmente nelle foglie verdi – può aiutare a prevenire il deterioramento della retina che causa cecità negli anziani. “Nei nostri studi, quelli che mangiavano spinaci o il cavolo riccio da due a quattro volte alla settimana avevano metà del rischio stimato di degenerazione macular in confronto a quelli che li mangiavano meno di una volta al mese,” dice Johanna Seddon della Harvard Medical School.

* Difetti del Tubo Neurale: Supplementi di Acido Folico possono ridurre il rischio di spina bifida e altri difetti del tubo neurale della nascita. Anche l’acido Folico del cibo (maggiormente contenuto in frutta e verdura) può diminuire il rischio.

* Diabete: "Abbiamo trovato un rischio più basso di inizio diabete dell’adulto nelle persone che mangiavano più grani integrali,” dice Willet.

6. Alimentazione più sicura

Alcune delle malattie più mortali derivanti dal cibo entrano il corpo tramite il cibo animale. “il manzo è probabilmente la sede del E. Coli 0157:H7. Il pollame trasporta la salmonella e i Campilobatteri, e il consumo di frutti di mare crudi ha causato l’infezione con il vulnificus del vibrione,” Spiega David Swerdlow del Centro del Controllo delle Malattie in Atlanta.
Qualsiasi alimento crudo – compreso la frutta e verdura – può trasportare batteri nocivi. “Per esempio, recenti scoppi di salmonella sono stati associati con il cantalupo, pomodori e germogli di erba medica,” racconta Swerdlow. Ma la carne, il pesce e pollame sono i più probabili colpevoli per le malattie derivanti dall’alimentazione.

7. L’ambiente

“Le nostre abitudini di consumo hanno un tremendo effetto sul pianeta,” Dice Jenkins. “Mangiare gli animali non farebbe male all’ambiente se il proprio consumo sarebbe in quantità ridotta,” spiega Alan Durning, Direttore del North-west Environment Watch in Seattle.
“La produzione moderna di carne coinvolge l’uso intensivo – e molte volte l’uso scorretto – di grano, acqua, energia e zone da pascoli,” dice Durning, citando i seguenti esempi:

* Inquinamento dell’acqua: il concime e stagni dai recinti del bestiame, fabbriche di polli, e altre facilità di allevamento possono inquinare i rifornimenti idrici.

* Smog: Trenta milioni di tonnellate di metano – un gas che contribuisce al riscaldamento globale – deriva dal concime nei stagni o i mucchi.

* Erosione del Terreno: quasi il 40 per cento della produzione di grano nel mondo – e più del 70 per cento dall’America – viene dato come cibo al bestiame. Per ogni oncia di carne, pollame, uova e latte che produciamo, i campi agricoli perdono cinque libbre di terriccio.

* Svuotamento dell’acqua: un stimata metà del grano e fieno che viene dato come cibo ai manzi di allevamento viene cresciuto su terreno irrigato. Ci vogliono almeno 390 galloni di acqua per produrre una libbra di manzo.

* L’uso di Energia: ci vuole almeno dieci volte più energia per produrre e trasportare bestiame piuttosto che verdure.

* “Overgrazing”: almeno il 10 per cento dell’Ovest arido dell’America è stato trasformato in un deserto dal bestiame. Alcuni di quei terreni non potranno più essere usati per altro. “E’ per questo che la mia discussione non è per il vegetarianismo, ma per la gente, per ridurre il consumo di prodotti animali,” rimarca Durning.

8. Il Costo

Certo, potete spendere $7.99 per libbra sul mesclun (miscela della molla) o altri cibi raffinati. Ma dalla zucca alle patate americane, la maggior parte delle piante sono un vero affare. Il prezzo basso dei vegetali si vede quando uscite fuori a cena. Sui menù Cinesi, Indiani e in maggior parte di altri ristoranti, la sezione vegetariana è di solito meno cara che quella della carne, pesce o pollame.

9. Il Benessere degli Animali

Prima che vengano macellati, gli animali che mangiamo sono di solito allevati e trasportati in condizioni inumane.

10. Gusto

La ragione numero uno per alimentarsi di una dieta ricca in piante vegetali è che ha un buon gusto. Le cinque verdure che gli Americani mangiano più spesso sono patatine fritte, pomodori (più che altro come sugo o ketchup,) cipolle, lattuga e altri tipi di patate.
Ma se la maggior parte degli Americani limitassero la carne, il pesce e pollame nei loro piatti, loro – o nella maggior parte dei loro ristoranti preferiti – non saprebbero con cosa rimpiazzarla. Dovete andare in ristoranti etnici per ottenere dei piatti a base di verdure interessanti . Non è un caso dunque che i ristoranti etnici sanno come cucinare dei deliziosi piatti vegetariani. “Fortunatamente, c’è un mondo di esperienza in giro perchè la maggior parte delle diete tradizionali sono basate sulle verdure,” dice Willet.
“Dunque i ristoranti Italiani, Messicani e altri ristoranti etnici sono diventati così americanizzati che le loro verdure sono state gravemente rimpiazzate da carne e formaggio. Ed è un peccato. Nella cucina Asiatica e Mediterranea, cucinare con la frutta e verdura è una forma d’arte. Gli Italiani non mettono chili di formaggio sulla loro pizza, per esempio. Di recente in un ristorante tradizionale ho avuto una pizza sottile senza il formaggio – solo basilico fresco, pomodoro e aglio. Era veramente deliziosa!”


sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE